22 Novembre – ROMA – Domestic Boundaries

22 novembre 2018

Ore 19:00


Roma Smistamento, Via di Villa Spaa 343, Roma

Domestic Boundaries è la mostra che riflette sui nuovi limiti dello spazio vissuto, tra pubblico e privato. Una terra di mezzo labile in cui memorie e gestualità vengono affidate a nuovi codici.
Domestic Boundaries è la mostra di Flavio Martella, Marta Rigato e Maria Vittoria Tesei, realizzata a Roma Smistamento in collaborazione con Open House Roma. Il progetto vincitore del bando Contemporaneamente Roma per Creature Festival 2018, l’appuntamento annuale che coinvolge spazi e progetti di rigenerazione e innovazione urbana. 

Dopo il grande successo dell’inaugurazione della mostra questo 10 novembre, che ha visto la partecipazione di più di 400 ospiti in sole tre ore, tra riflessioni, neon, Netflix and Chill e il dj set di Filtro, Domestic Boundaries rilancia un nuovo interessante appuntamento.
Una nuova riflessione avrà luogo questo 22 novembre alle ore 19 a Roma Smistamento, con un talk sul tema sempre più attuale del rinnovato modo di vivere il quotidiano e promosso da Open House Roma e dal Master in Comunicazione dei Beni culturali, del Dipartimento di Storia Disegno e Restauro dell’Architettura della Sapienza Università di Roma. Il focus sarà
infatti sulla figura della donna, con la conferenza “Lo spazio domestico: la donna e la casa” che vedrà ospite Atxu Amann, curatrice del padiglione spagnolo alla Biennale di Architettura. 

Un tema più che mai attuale che chiude la riflessione di Domestic Boundaries non solo rivolta ai cambiamenti sociali e quotidiani, ma anche di genere in un periodo in cui le differenze vanno sempre più a diradarsi ma anche in cui l’emergenza sociale è sempre più forte e viene prestata sempre più attenzione all’emancipazione femminile all’interno di un
meccanismo odierno sempre più sfacciatamente maschilista.

“Viviamo una vita di fantascienza nello spazio del passato. L’architettura è un delirio di potere, un desiderio di organizzare la vita degli altri, che è legato alla produzione industriale-mercantile e alla successiva giustificazione della sua rilevanza. Ma gli edifici possono essere capiti senza architettura, come scatole che contengono scenari tipizzati in modo che il comportamento collettivizzato possa essere riprodotto al loro interno. Questo approccio consente di avvicinare l’abitazione a labirinti che basano la propria organizzazione sulla distribuzione di ruoli attivi tra i membri dei gruppi che devono occuparli. 

Pensare alla storia e alla cultura con un’altra ideologia, dal lato dominato, permette di analizzare lo spazio domestico in riferimento ai ruoli assegnati a ciascun genere. Se la casa, come un guscio di pregiudizi familiari negli atteggiamenti del capo famiglia verso la donna e il bambino, si è formata da millenni, in meno di un secolo la donna occidentale è riuscita a
svuotarla dei suoi contenuti”.

Info: Roma Smistamento 



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