14 Settembre > 2 Ottobre – ROMA – Architecture is Everything

14 Settembre > 2 Ottobre 2018

Campo space, via della Marrana, 94

Lunedì-Venerdì
10.00 – 13.00
15.00 – 18.00

Venerdì 14 Settembre ha inaugurato a Roma la mostra “Architecture is Everything”, frutto della collaborazione tra la casa editrice Black Square di Londra e CAMPO, uno spazio per l’architettura. Con il contributo di Alejandra Celedón, Alessandro Piangiamore, Brendan Cormier, WAI Architecture Think Tank, ecoLogicStudio, Kyle Miller, Luca Molinari, Matteo Cainer, Miraj Ahmed, Leonardo Finotti, Minimaforms,
Umberto Napolitano (LAN), ed in collaborazione con Modelab.

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Black Square e CAMPO hanno chiesto a un gruppo di architetti, artisti e curatori di selezionare un immagine ed un testo per discutere della natura architettonica degli oggetti che ci circondano.
Questi contributi sono diventati la base per una serie di modelli architettonici realizzati durante un workshop a CAMPO in cui studenti d’architettura e professionisti hanno cercato di dare forma alle riflessioni emerse. Per una settimana, gli studenti hanno lavorato a Roma esplorandone gli angoli nascosti e sperimentando nuove tecniche di modellismo, grazie alla preziosa collaborazione con Modelab, un laboratorio all’avanguardia nella realizzazione di modelli. I testi e le immagini prodotte dal gruppo di lavoro, e dagli architetti ed artisti interpellati, sono esposti nella mostra insieme ai modelli realizzati durante il workshop. L’idea della mostra e del laboratorio, a cura di
Luca e Marco Galofaro, insieme ad una pubblicazione, che raccoglierà i risultati, ha origine dal manifesto “Everything is Architecture”, pubblicato da Hans Hollein sulla rivista BAU nel 1968. Con solo 1000 parole e più di 90 immagini, Hans Hollein demoliva le barriere dell’architettura inserendo nei suoi collage elementi di ogni tipo: dall’astrofisica al disegno industriale, ispirandosi al linguaggio della fotografia e all’ immaginario pubblicitario, al giornalismo e al mondo dell’arte.

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50 anni più tardi la profezia iconoclasta di Hollein si realizza: l’architettura è completamente dissolta nell’eccesso dematerializzante delle informazioni.
Tuttavia, i collage del maestro Viennese aprono un nuovo orizzonte di liberazione nel feroce e precario universo della contemporaneità: quello che conta non sono gli oggetti in sé ma lo spazio tra questi, non la velocità dei dati ma l’intervallo tra i bit trasmessi, non l’informazione ma la cornice che ne restituisce un significato. Ciò che rimane del progetto è il paesaggio che trasforma gli oggetti nella rappresentazione di
una vita spirituale, magica, erotica, collaborativa, individuale, ordinaria, astratta e sporca.
L’Architettura è tutto.

Info&Ph: CAMPO

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