Massimo Alvisi e Junko Kirimoto: premiato con due nuovi riconoscimenti

il progetto dello studio di architettura di Massimo Alvisi e Junko Kirimoto per la Cantina Podernuovo a Palazzone, realizzata per Paolo e Giovanni Bulgari nel 2013 a San Casciano dei Bagni in provincia di Siena, riceve due nuovi importanti premi che testimoniano una spiccata capacità di intervenire in contesti estremamente delicati con una singolare sensibilità verso l’ambiente e il paesaggio. Poche settimane fa l’opera di Alvisi Kirimoto aveva già vinto il premio speciale offerto da Fassa Bortolo, nell’ambito dei progetti selezionati dalla dodicesima edizione dell’International Prize for Sustainable Architecture (unica opera italiana premiata), promosso dall’Università di Ferrara e assegnato da una giuria di grande prestigio internazionale, composta da Thomas Herzog, Louisa Hutton, Diébédo Francis Kéré, Roberto Di Giulio e Nicola Marzot. Oggi, la Cantina Podernuovo a Palazzone riceve a Firenze un nuovo riconoscimento: il Premio Architettura Toscana per la migliore nuova costruzione realizzata nel corso degli ultimi 5 anni all’interno della regione. La giuria del premio, composta dallo storico dell’architettura Marco De Michelis, dagli architetti Simone Sfriso, João Luís Carrilho da Graça e Sandy Attia, dal sociologo Guido Borelli, ha riconosciuto nell’opera qualità e soluzioni che rispondono alle sfide, sempre più urgenti, che la progettualità deve saper affrontare nel momento in cui si confronta con il paesaggio.

La nuova cantina di Podernuovo si trova a San Casciano dei Bagni, centro medievale a sud est di Siena, lungo le colline del Chianti e verso il confine con l’Umbria. Una sequenza di quattro setti paralleli di cemento color dell’argilla fendono il terreno secondo una giacitura che segue la massima pendenza della collina. Il territorio continua nell’architettura. Un principio di purezza funzionale attraversa tutti gli spazi della cantina, concepita come estensione del lavoro contadino e della cultura del territorio che entrano vigorosamente, attraverso i setti, nel cuore dell’architettura. L’edificio definisce i suoi ambienti in funzione delle strette esigenze di produzione e trova la propria origine nel paesaggio circostante.

 

 

 

 

photo : Fernando Guerra

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