8 Settembre -NOTHING LEFT TO DESIGN

Sottsass-The-planet-as-a-festival-768x768.jpg

Giovedi 8 Settembre 2016 inaugura a Roma la mostra “Nothing Left to Design“, frutto della collaborazione tra la casa editrice Black Square Press di Londra e CAMPO, uno spazio per l’architettura. 
Con il contributo di: Andrea Branzi, Odile Decq , Gian Piero Frassinelli, Matteo Ghidoni, Sam Jacob, Philippe Rahm, Peter Wilson, Elia Zenghelis e con il lavoro di Stefano Graziani.

Black Square e CAMPO hanno chiesto a un gruppo di architetti di immaginare e descrivere attraverso un breve testo narrativo l’architettura che potrebbe dare forma a rituali e desideri.
Questi testi sono diventati la base per una serie di disegni sviluppati durante un workshop a Campo in cui gli studenti hanno cercato di dare forma a spazi progettati da altri. Per una settimana, il gruppo di lavoro ha lavorato a Roma, su queste traduzioni dal testo alle immagini, esplorando e documentando i luoghi in cui si celebrano riti e cerimonie, sacre e profane, oggi a Roma; da San Pietro alla Fontana di Trevi.

L’idea della mostra e del laboratorio, a cura di Gianfranco Bombaci e Maria S. Giudici, insieme a una pubblicazione che raccoglierà i risultati, ha origine dal progetto “Il pianeta come Festival”, pubblicato da Ettore Sottsass nel 1972. Il progetto, sotto forma di un testo e una serie di disegni, descrive la possibilità di un mondo dove tutti gli esseri umani sono liberi dal lavoro e da condizionamenti sociali; dove non c’è più architettura da progettare. Tutto ciò che rimane agli architetti in questa condizione è quello di immaginare un’architettura progettata da “altri”.

Il “pianeta come Festival” non è un progetto utopico, ma la costruzione di una condizione in cui l’architettura può funzionare come un dispositivo per nuovi rituali, emancipandosi così dalla necessità di rispondere ad un programma funzionale. L’architettura è quindi libera di dare spazio agli istinti più profondi che animano la vita collettiva. E proprio quando “nulla è lasciato al design” che il compito dell’architettura può essere reinventato.

In questo scenario, Sottsass ha immaginato architetture fatte da altri, in grado di rappresentare i desideri nascosti, che hanno bisogno di una forma: un dispenser monolitico per incenso, droga e gas esilarante in un campeggio, zattere per l’ascolto di musica da camera su un fiume, e uno stadio in cui le persone si radunano per guardare le stelle. I progetti sono stati illustrati in collaborazione con Tiger Tateishi e honno l’obiettivo di superare la “morale dell’uomo lavoratore-produttore”. In ultima analisi, Sottsass mirava a dimostrare come “gli uomini possono vivere per il bene della vita e per venire a conoscere, per mezzo dei loro corpi, la loro psiche e la loro sessualità, che stanno vivendo.”

Condividendo tale approccio il progetto “Nothing left to design” intende aprire una riflessione e un dibattito sul ruolo che oggi l’Architettura può avere nel produrre nuovi scenari, nuove forme di vita, nuovi orizzonti nell’immaginazione politica al di lá dei modelli convenzionali.

 

DETTAGLI :

Giovedi 8 Settembre 2016

Ore 18.30

CAMPO

Via della Marrana 94, Roma

 

vai al sito: CAMPO

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...